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🬧 The NomadNet Encyclopedia | Archives | Info
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Dialetto alvernese
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Il mweqdialetto alvernese o mwegalverniate (nome nativo mwewauvernhat, in mwfafrancese mwfqauvergnat) è un dialetto della mwfglingua occitana parlato nella maggior parte dell'mwfwAlvernia, nella sezione centrale della mwgaFrancia, ovvero una parte del mwgqMassiccio Centralecite-ref-3[3]cite-ref-dauzat1928-4-0[4]. Per alcuni linguisti e ricercatori potrebbe essere un linguaggio separato.cite-ref-5[5]

Il dialetto ha assunto notorietà internazionale attraverso le composizioni folk di mwjwJoseph Canteloube.

Il dialetto viene collocato tra i dialetti del gruppo nord occitano, insieme al mwkqlimosino e al mwkgvivaro-alpino.

Si distinguono due sottodialetti dell'alvernese:

• Alvernese settentrionale, o mwlgbas-auvernhat
• Alvernese meridionale, o mwmahaut-auvergnat

La definizione di «mwmg lingua d'Alverniamwna » era peraltro utilizzata nel mwnqMedioevo, dall'mwnguniversità di Parigi, per designare gli scolari; dall'mwnwOrdine del Tempio, poi di Maltacite-ref-6[6] per raggruppare i cavalieri del nord e dell'est del Massiccio centrale.

Contents

Storia
Poeti
Note

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Classificazione

L'alverniate è un dialetto dell'mwpwoccitanocite-ref-7[7] classificato nell'insieme mwraoccitanico settentrionale: in effetti condivide con il mwrqlimosino e il mwrgvivaro-alpino parecchie caratteristiche, tra cui la palatalizzazione di ca/ga in cha/ja. Alcuni linguisti includono l'alveniate in un gruppo dialettale alverno-limosino in comune con il limosinocite-ref-ronjat-8-0[8]cite-ref-9[9]cite-ref-10[10]cite-ref-11[11].

Esiste nell'Alvernia una corrente regionalista, intorno al mwwaCercle Terre d'Auvergnecite-ref-12[12]cite-ref-13[13], che difende la tesi in base alla quale l'alverniate sarebbe una mwyqlingua a sé stante, fortemente differenziata dall'occitano. Tale corrente ha sviluppato una specifica ortografia, la cosiddetta mwygnorma bonnaudiana.

Estensione e variazione interna

I confini dell'alverniate non coincidono con quelli dell'attuale regione d'mwcqAlvernia, né con quelli della tradizionale provincia d'Alvernia. Se la frontiera linguistica con le parlate d'oïl a Nord, e il francoprovenzale, a Est, è stata chiaramente delimitatacite-ref-14[14]cite-ref-15[15]cite-ref-16[16], quella con gli altri dialetti o variazioni del mwfgdiasistema occitano varia a seconda degli autori:

• mwgqJules Ronjatcite-ref-ronjat2-17-0[17] raggruppa l'alverniate con il limosino (seguito in questo dominio da Jacques Allièrescite-ref-18[18]), ritagliando immediatamente questo insieme in tre sottogruppi: basso alverniate, alto alverniate e limosino. Questo raggruppamento tra alverniate e limosino può essere discutibile, in modo particolare in termini di dialettrometriamwiw : gli studi di Hans Goebl separano nettamente il limosino da un insieme raggruppando l'alverniate e una parte del vivaro-alpinocite-ref-19[19].
• Roger Teulatcite-ref-20[20] insiste sul fatto che la denominazione alverniate alimenta la confusione con il nome dell'antica provincia, e tenta di definire un “occitano del centro-nord” secondo le isoglosse (zone 1 e 2 sulla carta).
• Pierre Bonnaud si basa sulla geografia (toponomastica, confini amministrativi) per definire uno spazio alverniate ben più esteso (linea arancione sulla carta)cite-ref-21[21]. Egli ha suggerito particolarmente la nozione di “croissant alla rovescia”cite-ref-22[22] per includere nell'alverniate, similmente alle parlate del Croissant del Burbonese, un insieme di dialetti generalmente classificati nel linguadociano (essenziale del gevaudanese)cite-ref-ronjat-8-1[8]cite-ref-23[23] malgrado la loro posizione a nord dell'isoglossa ca~cha. Egli annette anche all'alverniate il vivaro-alpino parlato nella regione d'Yssingeaux (Alta-Loira) e la regione limitrofa della Loira (altopiano di St Bonnet). Dopo aver presentato l'alverniate come un mosaico di dialetticite-ref-24[24], li divide, nelle sue ultime pubblicazionicite-ref-auvbonn-25-0[25], in tre sotto-dialettimwsa : alverniate del nord, del centro e del sud.
• Jean Rouxcite-ref-26[26]cite-ref-27[27] da parte sua ritorna sulla bipartizione tra basso e alto alverniate. La sua delimitazione, che è la stessa di Étienne Coudertcite-ref-28[28], riprende quella di R. Teulat estendendola verso sud (zone 1, 2 e 2a della cartina).
• Fa anche discutere la delimitazione con il limosino. Mentre la maggior parte delle pubblicazioni includono nell'alverniate un terzo del sud-est della Creusecite-ref-29[29], la regionalizzazione spinge i movimenti per il rinascimento del Limosino a includere tutto il dipartimento sotto la denominazione di limosinocite-ref-30[30].

Vi è dunque consenso sull'inclusione nell'alverniate delle zone seguentimwya :

• tutto il dipartimento del Puy-de-Dômemwyw ;
• una parte del dipartimento del Cantalmwzq : nel grosso distretto di Saint-Flour e Murat, la valle di Cheylade, le mwzgplanèzes
• la maggior parte dell'Alta-Loira
• i comuni di Noirétable e La Chamba, à ovest del dipartimento della Loiramw0q ;
• il nord-ovest del dipartimento dell'Ardèche.

La maggioranza dei linguisti vi aggiungonomw1a :

• un terzo del sud-est del dipartimento della Creuse
• il nord-est della Corrèze (Ussel, Bort-les-Orgues)
• una frangia settentrionale della Lozère

Pierre Bonnaud include anche nell'alverniatemw2g :

• una parte più grande della mw3qLozère e dell'Ardèche
• l'Yssingelais (Alta-Loira)
• la regione di Saint Bonnet (Loira)
• Vi vede inoltre anche un prolungamento dell'alverniate nel Croissant.

L'attuale regione d'Alvernia è dunque interamente di lingua d'oc, salvo il nord dell'Allier che è di lingua d'oïl.

Variazione

Si distinguono in generale due varietà principali d'alverniatemwaqg :

• il nord-alverniate (o basso-alverniate) nel Puy-de-Dôme e l'Allier (Burbonese) e l'Alta-Loira al nord di Brioude.

Il sud dell'Allier (Burbonese) costituisce la parte orientale del Croissant, zona interferenziale che ha ricevuto influenze particolarmente forti dal francese. A parte l'accento tonico e la fonetica, i tratti linguistici alverniati vi restano dominanti. Il Croissant ingloba anche la frangia nord del dominio limosino. Vedi anche dialetto burbonese.

• l'alverniate meridionale (o alto-alverniate) nel Cantal, l'Alta-Loira (con una parte dell'Ardèche e quella più grande della Lozère)

Nella sua grammaticacite-ref-ronjat-8-2[8], Jules Ronjat insiste sul carattere di transizione, verso il linguadociano (mwarqaurillacois) e il limosino (basso-limosino), del dialetto di mwaruPleaux. Pierre Bonnaud, da parte sua, propone una tripartizione tra alverniate settentrionale, mediano e meridionalecite-ref-auvbonn-25-1[25].

Storia

Le tracce di un dialetto mwarwceltico, comunemente denominato mwar0gallico (mwar4gaulois), in epoca romana, sono numerose nella toponomastica del Puy-de-Dôme e del Cantalcite-ref-31[31]. Il mwasmsubstrato celtico è pertanto più importante che nel resto dell'mwasqOccitania.

Vitalità e consapevolezza linguistiche

L'mwascUNESCO la classifica come "seriamente in pericolo" nel suo Atlante delle lingue minacciatecite-ref-32[32]. Ci si può fare un'idea del grado di vitalità dell'alverniate in seguito a un sondaggio del 2006, realizzato nella regione mwaswAlverniacite-ref-33[33].

La denominazione più diffusa per l'una o l'altra delle due lingue parlate nella regione di mwatiAlvernia è il termine mwatmmwatqpatois (78mwatu % delle persone interpellate) a fianco ai termini più regionalizzati; una certa consapevolezza delle identità culturali emerge attraverso termini come alverniate (10mwaty %), mwatcoccitano (8mwatg %), borbonese (5mwatk %) o mwatolingua d'oc (4mwats %).

La lingua regionale, che sia d'oc (nell'insieme della regione d'Alvernia) o d'oïl (a nord dell'Allier), rappresenta una realtà radicata:

• Il 61mwat8 % dichiara di comprendere più o meno bene la loro lingua regionale di cui il 22mwaua % facilmente o perfettamente;
• Il 42mwaui % dichiara di saper parlare più o meno bene di cui il 12mwaum % facilmente;
• Il 29mwauu % dichiara di leggerla più o meno bene di cui il 10mwauy % molto facilmente;
• Il 17mwaug % dichiara di scriverla più o meno bene di cui il 4mwauk % facilmente.

Sfortunatamente buona parte della popolazione che comprende o parla un po' o correntemente, non sa leggere né tantomeno scrivere.

La trasmissione della lingua avviene essenzialmente nell'ambito familiare (genitori al 61mwauw %, o ambiente al 50mwau0 %) e in minima parte per mezzo della rete istituzionalizzata che è la scuola (10mwau4 %). Qui si pone il problema del ruolo dello Stato in quanto il 40mwau8 % delle persone che non hanno insegnato la lingua ai loro figli rimpiangono di non averlo fatto. Questo rimpianto è ancora più forte nelle generazioni più giovani (il 58mwava % con meno di 35 anni). Inoltre, il desiderio di imparare è molto presente ed è più forte negli individui con meno di 35 anni di età (23mwave %). Il sogno di vedere la lingua proposta a scuola è più forte nei seguenti dipartimentimwavi : Alta-Loira (53mwavm %), Puy-de-Dôme (51mwavq %) e Cantal (74mwavu %). Il desiderio che i propri figli apprendano la lingua è molto forte (41mwavy %) e si rafforza nelle giovani generazioni (il 58mwavc % con meno di 35 anni). Il 71mwavg % degli abitanti della regione, in buona parte al di sotto dei 35 anni (76mwavk %), si dichiara favorevole al mantenimento e allo sviluppo della lingua e della cultura regionali. A tale scopo, essi desiderano che le istituzioni svolgano il loro ruolo:

• France 3 Auvergne dovrebbe proporre trasmissioni in lingua regionale al 54mwavw %;
• la regione (54mwav4 %), l'educazione nazionale (43mwav8 %), il ministero della cultura (42mwawa %) e i comuni sono visti dagli abitanti dell'Alvernia come gli attori legittimi che hanno il dovere di trasmettere e sviluppare la loro lingua e cultura.

Ortografie

L'alverniate utilizza diverse grafiecite-ref-34[34]:

• La mwawknorma classica, sviluppata da mwawoLouis Alibert, propone un sistema grafico (ortografia) che si è stato sviluppato prima di tutto per il linguadociano ma che è stato da allora in poi adattato agli altri dialetti dell'occitano. Per l'alverniate, l'adattamento è stato realizzato da Pierre Bonnaud,cite-ref-35[35] André Ramelcite-ref-36[36] e Roger Teulatcite-ref-37[37]. È una grafia che tende all'unitarietà (1 grafema corrisponde a diverse pronunce possibili), non definendo dunque necessariamente tutte le particolarità.
• La mwaxonorma bonnaudiana (chiamata in modo specifico mwaxsécriture auvergnate unifiée (EAU) o mwaxwgraphie arverne) è apparsa nel 1973 ed è una rottura volontaria con la norma classica. Il suo principale promotore è Pierre Bonnaud, che dirige il mwax4Cercle Terre d'Auvergne. Questo sistema propone una norma esclusivamente centrata sullo spazio alverniate, trascrivendo il più possibile foneticamente la lingua parlata nella sua varietà geografica basandosi su una ortografia ispirata a quella del francese.
• La mwayanorma mistraliana è stata adattata all'inizio del XX secolo dallmwaye'mwayiEscolo Auvernhato. Attualmente è di uso limitato.

Riviste

La rivista più antica mai apparsa in lingua alverniate è mwayuLa Cabreta che esce ogni due mesi a Aurillac. Essa mescola la norma classica e la norma mwayyfelibrista.

Nella bassa Alvernia c'è la mwaygBizà Neirà, molto irregolare nella sua uscita, e in linea di massima in lingua francese. La parte alverniate è basata sulla norma bonnaudiana.

L'altra rivista della Bassa Alvernia è mwayoParlemmways !, pubblicata dall'mwaywIstituto per gli Studi Occitani, basata sulla norma classica. Esce quattro volte l'anno a mway0Thierscite-ref-38[38].

Letteratura [ 4 ] [ 39 ]

Nell'Alvernia, il periodo dell'antico occitano è riccamente documentato con trovatori quali mwazwPeire d'Alvernhe e numerosi scritti (documenti come quello di mwaz0Montferrand, testi religiosi, contratti privati).

Dal XIV secolo, le classi dirigenti abbandoneranno l'occitano a vantaggio del francese. Quando nel 1539 l'ordinanza di mwaz8Villers-Cotterêts stabilisce l'uso del francese come sola lingua ufficiale, esso è già ampiamente utilizzato nella Bassa-Alvernia.

Dopo la fiorente letteratura medievale, l'Alvernia resta esclusa dalla rinascita occitana del XVI secolo.

La letteratura che si sviluppa a partire dal XVII secolo è essenzialmente urbana e religiosa: l'usanza dei canti natalizi (mwaainoëls) è al suo culmine, con autori quali François Pezant (seconda metà del XVI secolo) o Régis Cordat, nel mwaauVelay. Il canto natalizio più conosciuto è il mwaaynadau daus grands jorns (Natale dei Grandi Giorni) del Canonico Laborioso; esso allude al tribunale straordinario che fu istituito a Clermont sotto il regno di Luigi XIV. Ci sono tuttavia anche altri temi, ma tutti in versi: le vendemmie (mwaaglas vendenhas) di Laborieux l'Aîné, componimenti teatrali di Antoine Clet, del Puy (il mwaasSermone mancato, mwaawMonsieur Lambert).

Jean-Baptiste-Claude Abraham (1768-1815) pubblica nel 1799 mwaa8La grando joyo do père Duchêne de parla un pitit à quo poreis bougreis de paysans soubre la chosa que liur faron diablomin plasai, una traduzione del giornale del Père Duchêne.cite-ref-40[40]

All'inizio del XIX secolo, gli autori più conosciuti sono Jules Roy, di Gelles, Charles Antoine Ravel, di Clermont e Jacques Jarsaillon di Aubignat vicino mwabgAmbert. Roy è un monarchico che descrive le controversie ideologiche di questo periodo tormentato. Ravel è conosciuto per la sua mwabkLètra d'un poëta d'Auvèrnha au poëta de la Gasconha, inviata a Jasmin, nella quale rivela la sua coscienza di appartenere a una cultura più estesa della sola Alvernia. La traduzione della sua lettera (“lettera mwabomwabspatoise di un poeta d'Alvernia a una poeta mwabwpatois di mwab0Guascogna”) riflette la situazione diglossica dell'occitano nel XIX secolo. Jarsaillon, anche se preceduto da Clet, è un grande autore del teatro alverniate. Sacerdote a Chabreloche (a est del Puy-de-Dôme) ha scritto cinque celebri componimenti, dei quali il più conosciuto è mwab4La Claudina. Tra gli altri autori si possono citare Alexandre Bigay (che canta i coltellinai di Thiers) o Antoine Giband, originario del mwaceVelay (l'ivronhassa, gli abitanti del Puy in guerra con quelli di Espaly).

Il mwacmFélibrige arriva in Alvernia con Arsène Vermenouze (ma originario della regione dialettale linguadociana di Aurillac), il fondatore dell'“Escòla felibrenca de la Nalta-Auvernha e del Nalt-Miegjorn”. L'autore felibrista più conosciuto è Régis Michalias, con racconti quali mwacyMargoton o mwaccAers d'un païsan. Dopo la mwacgprima guerra mondiale, appariranno nuovi autori come Henri Gilbert (Chilhac, Alta-Loira) e Benazet Vidal (Pontgibaud). La competizione fra questi due autori fu aspra, ma entrambi lavorarono per introdurre la grafia classica nell'Alvernia. Gilbert era interessato alla letteratura orale e pubblicherà diverse raccolte di racconti: mwacslos Contes de la luneira, mwacwla Covisada, mwac0los Contaires delh convise. Pubblicherà anche dei racconti filosofici (mwac4los Contes de l'ase...) Vidal ha iniziato con la poesia, nello stile felibrista (mwac8Flors de montanha) ma in seguito produrrà romanzi come mwadala Serva, mwadeun Amor. Egli fu anche protagonista dell'attività del Félibrige creando la "Escòla de la Limanha".

Nella regione del Velay, Boudon-Lashermes è stato uno scrittore importante che scelse di scrivere in provenzale. Paul-Louis Grenier, di mwaduChambon sur Vouèize, descrive l'Alvernia settentrionale con mwadyla Chanson de Combralha, e mwadcla Dama a l'Unicòrn. Nello stesso periodo, la letteratura mwadgmwadkpatoisante si perpetua, e numerose pubblicazioni utilizzano l'ortografia francese. Antoine Bertrand, di mwadsBrioude, pubblica nel 1920 i suoi mwadwContes de Brivadés.

Negli anni mwad4'70, l'mwad8occitanismo fa la sua apparizione nell'Alvernia con il mwaeaCercle Occitan d'Auvergne. L'adattamento della grafia classica viene realizzata da Pierre Bonnaud, un geografo dell'Università di Clermont. Vengono pubblicati grammatiche e manuali scolastici e appaiono nuovi autori (poesie e canzoni di Bonnaud)//. Dei dissensi costrinsero Pierre Bonnaud ad adottare un punto di vista diverso dall'occitanismo e a tentare di elaborare l'alverniate come una lingua separata. Il mwaeiCercle occitan d'Auvergne diventa mwaemCercle Auvernhe Tara d'Òc e poi mwaeqCercle Terre d'Auvergne. Fa la sua apparizione la rivista mwaeuBizà Neira. I più celebri autori che utilizzano la grafia sviluppata da Pierre Bonnaud sono Bonnaud stesso e Andrée Homette.

L'occitanismo rimane attivo intorno alla figura di Roger Teulat, uno esperto di letteratura dell'Università di Clermont, e all'associazione mwaekPiaron Pinha di Thiers diretta da Étienne Coudert. Teulat pubblica mwaeoQuasèrns de linguistica occitana, una rivista sulla tecnica linguistica e la codificazione dell'occitano, con importanti articoli sull'mwaesoccitano settentrionale. Coudert pubblica il trimestrale mwaewParlem!, che in seguito si fonderà con la rivista dell'Alta-Alvernia mwae0Vai-i qu'as paur! Dopo un'importante raccolta di racconti popolari (Cherchapaïs), sono presentati nell'antologia mwae4A fonts mescladas la maggioranza degli autori moderni (Antoine Chapus, Étienne Coudert, François Cognéras, Josy Guillot). Pubblicazioni recenti riguardano raccolte di novelle di Jean Roux e Josy Guillot.

Raccolte antiche

(in ordine cronologico)

• Abbé Caldaguès, mwafkRaccolte di poesie alverniati, Clermont, 1733;
• Joseph Pasturel, mwafsPoesie alverniati, Riom, 1733;
• François Pesant, mwaf0Noëls, Clermont, 1739
• Abbé Labouderie, mwaf8La parabola del fligliuol prodigo, in mwagapatois alverniate, Parigi, 1825;
• Albert Dauzat, mwagmContributo alla letteratura orale della Bassa Alvernia, Studio suddiviso in quattro partimwagq : racconti e leggende, canzoni e bourrée, canti natalizi e preghiere, proverbi, detti e formulette. Arie annotate, parole in mwagupatois con la traduzione in francese, 1938, in-8°, 120 pp.

Poeti

• Pierre Biron «mwagk Noribmwago » (1861-1941), mwagsLa moustiara, mwagwGarba de pouemos, mwag0Noubèlo garbo de pouemos (numerose poesie sparse in particolare pubblicate sul giornale mwag4Le Courrier d'Auvergne)mwag8 ;
• Joan de Cabanas;
• Louis Delhostal (1877-1933), mwahmfelibrista mwahqcantaliano;
• Amable Faucon, mwahyLa Henriade di Voltaire, messa in versi burleschi da Faucon, Riommwahc ; 1798; mwahgIl racconto delle due pernici;
• Jean Marie Gaston (1912-), mwahoVielhs moulets e bielhos cansous, mwahsLo consou de Piorrounèl, mwahwCur d'Oubernhatmwah0 ;
• Roy Gelles, mwah8Le Tirage, poema, Clermont, 1836; mwaiaIl sindaco competente; Clermont, 1841mwaie ;
• Camille Gandilhon Gens d'Armes;
• Fernand Prax (18??-1980), mwaiuHistorios de toutos menos, mwaiyMes pouemosmwaic ;
• Ravel, mwaikLa Paysade, poema eroico;

Note

cite-note-11. Una mwajaprecedente edizione di mwajeEthnologue.com fornisce, per l'alverniate, un numero di 1 315 000 parlanti nel 2004, numero messo in dubbio nel l'mwajiAtlante interattivo UNESCO delle lingue in pericolo nel mondo (aggiornato al dicembre del 2008), in questi terminimwajm : mwaju mwajy«mwajc1 315 000 (2004 Ethnologue figure without source reference, perhaps grossly inflated)» .
cite-note-generique-22. codice generico
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cite-note-55. mwalqmwaluHenriette Walter, Karl-Heinz Reichel, Pierre Bonnaud....
cite-note-66. mwalk(mwalomwalsFR) mwalwmwal0Page de l'Ordre de Malte, su mwal4orderofmalta.int mwal8(archiviato dall'mwamaurl originale l'8 ottobre 2011).
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Collegamenti esterni

• mwa9k(FR) Institut d'études occitanes. Section régionale Auvergne-Velay-Bourbonnais d'Oc, su auvernhe.macarel.net. URL consultato il 27 giugno 2010 (archiviato dall'url originale il 15 maggio 2010).
• mwa9s(FR) Cercle Terre d'Auvergne, su pagesperso-orange.fr.